Lucio Anneo Seneca

Cronologia

4 a.C.

Lucio Anneo Seneca nasce a Cordova, in Spagna.
16 d.C.
Per motivi di salute si trasferisce in Egitto presso una zia materna, nella speranza che il clima caldo possa giovargli. Vi trascorrerà 15 anni
31 d.C.
Inizia la carriera forense a Roma, rivelandosi un brillante oratore.
37 d.C.
La sua eloquenza e il suo successo gli attirano gli odi e la gelosia dell'imperatore Caligola, che medita di condannarlo a morte, ma poi lo risparmia.
41 d.C.
Coinvolto in un intrigo di corte, viene condannato all'esilio dal nuovo imperatore Claudio. Relegato in Corsica per 8 anni, scrive il De ira, la Consolatio ad Helviam matrem e la Consolatio ad Polybium, nella quale tesse un elogio dell'imperatore Claudio (nella speranza di ottenerne il perdono) che gli costerà l'accusa di opportunismo e incoerenza.
49 d.C.
E' finalmente richiamato a Roma per intercessione di Agrippina, la nuova moglie di Claudio. Grazie ai buoni uffici della donna, Seneca riprende la carriera politica bruscamente interrotta dall'esilio.
50 d.C.
Agrippina gli affida l'educazione del proprio figlio Nerone.
54 d.C.
Muore Claudio e gli succede Nerone. Seneca scrive l'Apocolokyntosis, un violento libello contro Claudio, in cui celebra ironicamente la "zucchificazione" o "trasformazione in dio dalla forma di zucca" dell'imperatore che lo aveva condannato all'esilio. Con l'ascesa al trono di Nerone, l'influenza di Seneca a corte cresce sempre di più. Inizia il famoso "quinquennio aureo", che vede Seneca protagonista della scena politica, come intermediario tra il principe e il senato romano. E un periodo di riforme e provvedimenti saggi e moderati, grazie proprio ai consigli che Seneca dà al suo principe.
55 d.C.
Scrive il De clementia.
59 d.C.
Nerone fa uccidere la madre Agrippina. Seneca inizia a perdere terreno, la sua autorità va indebolendosi di fronte all'insofferenza dell'imperatore che non vuole ostacoli all'affermazione del proprio potere.
62 d.C.
Muore il braccio destro di Seneca, il prefetto del pretorio Afranio Burro. Nerone elegge a quella carica un suo nuovo protetto e Seneca, avvertendo l'ostilità crescente del principe, decide di ritirarsi dagli impegni di corte. Preso commiato da Nerone, Seneca si dedica agli studi filosofici e ad una copiosa produzione letteraria (scriverà, nel giro di tre anni, le Epistulae ad Lucilium, le Epistulae Morales, il De otio, il De beneficiis, le Naturales Quaestiones, il De providentia).
64 d.C.
Un vasto incendio danneggia gravemente Roma. Corre voce che sia stato appiccato per volere di Nerone, intenzionato a costruirsi una dimora sfarzosa sulle macerie dei quartieri distrutti.
65 d.C.
Coinvolto in una congiura contro Nerone, Seneca si toglie la vita.

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