Le istituzioni economiche -
Il " laissez-passer " o la soppressione dell'imposta di consumo

Ernest Labrousse - Roland Mousnier
1789-1791: la Costituente

2.1 La libera circolazione interna
Il laissez-passer commerciale deve senza dubbio contribuire ad incrementare gli scambi interni, e, per cio stesso, ad aumentare il profitto di impresa, benche il mantenimento del trattato di commercio con l'Inghilterra e l'adozione delle tariffe doganali relativamente liberali del 1791 rischino di porre agli industriali francesi difficili problemi.
Ma il laissez-passer non ha soltanto un significato economico; per la maggior parte dei contemporanei esso presenta soprattutto un aspetto fiscale, sociale. L'imposta di circolazione e, il piu delle volte, un'imposta di consumo, forma di imposta che si attira le accuse infiammate dei fisiocratici, dei filosofi, dei debitori. Laissez-passer la farina, la carne, il pesce, il legno, i vini, il sale, significa sopprimere il dazio, le dogane, i contributi, la gabella, significa alzare, nella speranza o di fatto, il potere d'acquisto delle classi popolari.
Una parte della nazione, e una parte d'importanza incalcolabile nelle campagne e nelle borgate francesi, avra dalla libera circolazione benefici ancora maggiori: i vignaiuoli, vittime di una fiscalita discriminatoria, colpiti ad un tempo come consumatori e come produttori. La si e fatta finita con le tasse, con le " arpie " di questi eserciti di esattori, " sanguisughe dello stato ", capaci di " mille imbrogli ", " flagello del genere umano ". Il decreto del 2 marzo 1791, che abolisce i corpi degli ufficiali giurati e i padronati, abolisce anche le tasse sulle bevande, e del resto non fa che consacrare un rifiuto generale di pagare.
Dal 1789 le sommosse finivano con l'incendio delle cinte e delle baracche daziarie. Dubois-Crance parlera coi Giacobini della necessita di finirla con questi uffici, di chiudere " per sempre questi covi di antropofaghi ", ed e quello che l'Assemblea fa nel febbraio del 1791. Essa aveva votato, alcuni giorni prima, la liberta di coltivazione, di fabbricazione, di vendita del tabacco. I diritti feudali di mercato coperto, fiere, mercati in genere, erano stati aboliti gia da un anno. La gabella era scomparsa, in linea di diritto, dal marzo 1790, e di fatto dai primi mesi della Rivoluzione; i dazi da ottobre.
Quando la Costituente si scioglie, l'imposta di consumo, fatta eccezione per le dogane esterne e per il piccolo contributo derivante dalle patenti, e quasi annullata.
E intanto un prodotto francese, di importanza capitale, il grano, non " passa ", almeno dalla Francia all'estero: la sua esportazione rimane proibita. Tutto portava l'Assemblea, favorevole alla liberta degli scambi, a ritornare alla politica della libera esportazione, quale era stata definita dalla monarchia nel 1764, e, piu radicalmente, nel 1787. Ma non ne fece di niente. Si trova qui in giuoco un grande interesse o un grande pregiudizio collettivo. Allora, come nel caso dei diritti comunitari, il liberalismo dell'Assemblea scende al compromesso: se mantiene, a dispetto del desiderio popolare, la libera circolazione interna e il libero meccanismo dei prezzi e dei profitti, in materia di circolazione esterna assume un atteggiamento opposto a quello della legislazione del 1787, atteggiamento a cui del resto Necker aveva mostrato la via con le misure eccezionali del 1788. Malgrado il buon raccolto del 1790 e il forte ribasso dei prezzi che ne era seguito, il grano francese, per il momento, non potra uscire dal paese.

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