cronologia
1848
9
agosto
A seguito della campagna di guerra del 1848 tra l’esercito piemontese
e austriaco, a Milano viene sottoscritto l’armistizio tra ii generale
sardo Salasco e ii tenente maresciallo austriaco Hess, valido per
sei settimane e prorogabile. 1 due stati ritornano alla primitiva
frontiera; all’Austria sono rese le fortezze di Peschiera, Rocca
d’Anfo e Osopp0; sono evacuati dai piemontesi gli stati di Modena,
Parma e la città di Piacenza.
10
agosto
Proclama da Vigevano di re Carlo Alberto ai popoli del regno, riaffermante
la sua fede costituzionale e italiana: “la causa dell’indipendenza
italiana non è ancora perduta”. Notifica da Vigevano, firmata Salasco,
che pubblica negli stati sardi Ia convenzione e l’armistizio tra
i due eserciti, come preludio delle negoziazioni per un trattato
di pace.
12
agosto
Proclama a Milano di Radetzky, dichiarante che gli esuli per causa
politica possono iiberamente ritornare nd regno Lombardo-Veneto
e saranno trattati come tutti gli altri sudditi.
19
agosto
E’ costituito a Torino il nuovo ministero, il marchese Cesare Alfieri
di Sostegno è presidente, Ettore Perrone di San Martino è ministro
degli Esteri.
22
agosto
Ii generale Dabormida, a Torino, è nominato ministro di guerra e
marina in sostituzione del generale Franzini dimissionario.
25
agosto
Carlo Alberto, ad Alessandria, decreta vane modifiche nelle uniformi
dei van corpi deli’ esercito.
28
agosto
Da Alessandria, Carlo Alberto rivolge un proclama all’esercito per
annunziare che mentre trascorre ii tempo dell’armistizio, il governo
si prepara ad una nuova guerra ed ordina che l’esercito presti
quãnto prima giuramento allo Statuto.
11
ottobre
Il ii marchese Cesare Alfieri di Sostegno si dimette da presidente
del Consiglio dei ministri e da presidente
ad interim dell’Agricoltura, sostituito nella presidenza dal ministro
degli Esteri, conte Perrone. L’interim dell’Agricoltura è affidato
al conte di Santa Rosa, già ministro dei lavori pubblici.
18
ottobre
La Camera ci deputati, appena riapertasi, elegge
come presidente Vincenzo Gioberti, con voti 91 su 116.
19
ottobre
Ii ministro Pinelli informa che il governo ha accettato
Ia mediazione francese per la pace con l’Austria.
20
ottobre
Alla Camera si discute vivacemente Ia politica del ministero circa
l’osservanza dell’armistizio con l’Austria.
22
ottobre
Ii generale Eugenio Bava è nominato comandante in
capo dell’esercito sardo; ii generale Ramorino è nominato comandante
delle truppe lombarde annesse aIl’esercito sardo. L’ufficiale polacco
Alberto Chrzanowsky è nominato luogotenente generale e capo di Stato
Maggiore.
25
ottobre
La Camera subalpina approva la leva di 13.000 uomini sul contingente
della classe 1829 e 1000 su quella del 1828.
1
novembre
A Torino la Camera subalpina tiene seduta segreta
per udire le relazioni del ministero sullo stato deIl’esercito,
sulle relazioni con le potenze amiche, sulle condizioni esterne
e sulle finanze. Viene csclusa la questione della mediazione estera.
28
novembre
A Torino scoppiano disordini e manifestazioni contro ii ministero.
15
dicembre
Si costituisce ii nuovo ministero piemontese: Gioberti
presidente e ministro degli Esteri; Riccardo Sineo: Interni, Ettore
de Sonnaz: Guerra; Rattazzi: Giustizia; Ricci: Finanze; Carlo Cadorna:
Istruzione; Buffa: Agricoltura; Sebastiano Tecchio, Lavori Pubblici.
1849
7 gennaio
Il generale polacco Chrzanowsky, interpellato
dal Consiglio dei Ministri sulle possibilità di riprendere la
guerra, esclude l’eventualità di una ripresa del conflitto a breve
termine, a causa del numero insufficiente di ufficiali sia qualitativamente,
che quantitativamente. L’esercito, inoltre, risulta carente in
diversi settori.
1
febbraio
Carlo Alberto inaugura a Palazzo Madama Ia seconda
legislatura del Parlamento e nd suo discorso invita Ia Camera
a proseguire negli intenti che saranno portati a termine dalla
Assemblea Costituente del Regno dell’Alta Italia. La Camera elegge
come presidente Lorenzo Pareto. Vittorio Emanuele duca di Savoia
e Ferdinando duca di Genova entrano a far parte del Senato del
Regno.
5
febbraio
In seguito alle agitazioni dell’Estrema sinistra,
il generale La Marmora, succeduto a De Sonnaz, si dimette dopo
una settimana da ministro della guerra ed è sostituito dal generate
Chiodo.
7
febbraio
II Consiglio dei Ministri definisce l’assetto
di vertice dell’Armata e la ripresa della guerra.
20
febbraio
Dimissioni di Vincenzo Gioberti dopo ii pasticcio
sull’intervento in Toscana. Siluramento del ministro Eusebio Bava
a seguito della pubblicazione della sua relazione sui fatti del
1848.
7
marzo
Ad Alessandria il generale Chiodo e i
ministri Cadorna e Tecchio prendono accordi per la denuncia
dell’ armistizio Salasco all’ Austria.
10
marzo
Proclama di Radetzky a Milano, rammentante ai Lombardo-Veneti
i delitti e le trasgres sioni che cadono sotto le leggi militari
e che, o per consiglio di guerra o per giudizio sta tario, vengono
puniti con la morte,
12
marzo
Ii governo sabaudo dichiara rotto l’armistizio e decide di riprendere
le armi per tentare una rivincita e per uscire da una situazione
politica diventata ormai critica. Ii maggiore Cadorna del regio
corpo del genio sardo arriva al quartier generale del maresciallo
Radetzky a denunziare formalmente a nome del re Carlo Alberto
l’armistizio del 9 agosto del 1848.
13
marzo
Dal Quartier Generale in Alessandria, il Capo di Stato Maggiore
Alessandro La Marmora invia alle Divisioni dipendenti ordini
dettagliati. Chrzanowsky viene nominato generale maggiore dell’esercito
da Carlo Alberto che ne detiene ii comando supremo. 11 re emana
un proclama alla Guardia nazionale.
14
marzo
Ii teatro alla Scala chiude anticipatamente la stagione musicale
con la rappresentazione dell’Ernani di Verdi e con una dimostrazione
popolare di entusiasmo per la ripresa della guerra. Gli austriaci
del 40
Corpo d’Armata lasciano i ducati di Parma e Modena, mentre
ii municipio di Parma assume ii governo in nome di Carlo Alberto.
Il principe Eugenio, da Torino, dirama ai popoli lombardi l’ordine
di insurrezione per ii giorno 21. Alla Camera dei Deputati il
ministro dell’Interno Rattazzi da la comunicazio ne ufficiale
della denuncia dell’armistizio e, tra l’altro dichiara, facendo
eco al discorso della Corona, che “l’esercito è pronto e fiorente”.
Radetzky emana un proclama alla popolazione piemontese per accusare
Carlo Alberto e raccomandare di non immischiarsi nella guerra
per evitare molestie.
15
marzo
Viene nominato il nuovo Intendente generale d’Armata nella persona
del maggior generale Montale dal quale devono dipendere tutti
i servizi logistici. Da lui dipendono con ftinzioni analoghe i
Commissari di guerra stanziati presso le divisioni delI’esercito.
16
marzo
Carlo Alberto arriva a Novara. 11 re emana un proclama ai savoiardi
per la ripresa della guerra contro l’Austria.
17
marzo
Ii maresciallo Radetzky intende riunire le sue truppe attorno
a Pavia in corrispondenza dell'intervallo fra i due blocchi di
forza nemiche - quello attorno a Novara e quello a sud
del Po. Ii Quartier generale dell’esercito piemontese si trasferisce
da Alessandria a Trecate e gli ultimi reparti raggiungono le
posizioni assegnate. Il segretario di ambasciata Mercier, incaricato
dal governo francese, arriva a Novara per convincere Carlo Alberto
a desistere dai suoi propositi guerreschi, ma ne ottiene un rifiuto.
18
marzo
Benedizione delle nuove bandiere tricolori date in dotazione l’anno
precedente. Il generale Chrzanowsky schiera l’Armata Sarda lungo
il Ticino per dare effetto a! suo piano offensivo. Radetzky fissa
il suo quartier generale a Sant’ Angelo Lodigiano.
19
marzo
11 tenente generale Ettore Perrone di San Martino assume ii comando
della 30 Divisione dell’esercito che si trova
posizionata a Galliate. Radetzky inizia il movimento su Melegnano
e nella notte volge su Pavia dove riesce a concentrare tutta la
sua armata.
20
marzo
Le forze austriache si muovono da Pavia e alle ore 12 precise
forzano il passaggio del Ticino a! Gravellone, corso d’acqua sul
quale esse gettano due ponti di barche per agevolare il passaggio
delle truppe. Il generale Ramorino non esegue gli ordini di difendere
Ia zona della Cava sulla sinistra del Po e permette, cosI, agli
austriaci di varcare il Ticino a Pavi Chrzanowsky dispone I’arresto
del movimento su Magenta e ii cambiamento dell’ordine di battaglia
che da offensivo diventa difensivo, al fine di coprire ii fianco
destro.
21
marzo
L’esercito austriaco sconfigge quello piemontese a Mortara, mentre
a Gambolô, a San Siro e alla Sforzesca i piemontesi hanno la meglio
sugli austriaci e ottengono una, se pur piccola, vittoria. La
Brigata Regina della 10 Divisione
delI’esercito piemontese e la Brigata Casale della Divisione di
Riserva che si erano poste a difesa di Mortara, vengono attaccate
e travolte dal secondo Corpo d’Armata austriaco del generale D’Aspre.
Chrzanowsky, saputo del disastro di Mortara, ordina Ia ritirata
su Novara.
22
marzo
Prosegue l’avanzata degli austriaci, man mano che anche i piemontesi
si concentrano a sud della città.
23
marzo
Dalle 11 del mattino alle 20 della sera si svolge la sanguinosa
battaglia che interessa tutto ii territorio circostante Novara
e le molte cascine dislocate intorno alla cittá e che ha come
centro d’azione il sobborgo della Bicocca. Dopo le ore 20, Carlo
Alberto decide di chiedere una tregua. Conosciute le condizioni
umilianti imposte da Radetzky decide di abdicare a favore del
figlio Vittorio Emanuele a cui affida anche il comando dell’esercito.
Nella notte i soldati piemontesi sbandati si abbandonano a! saccheggio
della cittá fino a quando la repressione da parte dello stesso
duca di Genova Ferdinando di Savoia non porrà fine ai disordini.
24
marzo
Gli austriaci occupano Novara e ne prendono possesso. In una cascina
presso Vignale, Radetzky e Vittorio Emanuele si incontrano per
intendersi sull’armistizio che deve con cludere la pace senza
condizioni contrarie allo statuto vigente in Piemonte. A Torino
il Senato porta avanti una vivace discussione tra ministri e Senatori
che chiedono notizie dell’abdicazione di Carlo Alberto. Alla
sera, in base a vaghe notizie sugli esiti della guerra, si svolgono
in città dimostrazioni tumultuose.
25
marzo
II ministro Brofferio, dopo aver invocato invano alla Camera la
formazione di un comi tato di difesa pubblica, parte da Torino
e si ritira nella sua villa di Locarno. Gli austriaci al comando
del tenente maresciallo Wimpifen assediano Casale che resiste
vivamente, ma l’annunzio dell’armistizio li fa rientrare verso
la zona del Sesia.
26
marzo
11 principe Eugenio di Savoia-Carignano, luogotenente generale
del Re, emana un proclama annunziante che Carlo Alberto ha abdicato
a favore di Vittorio Emanuele, suo primogenito. Le truppe di presidio
in piazza Castello prestano solenne giuramento al nuovo re. Dal
suo quartier generale di Novara, Radetzky con ordine del giorno
ai propri soldati, annunzia concluso l’armistizio con il re di
Sardegna.
27
marzo
A Torino, alla Camera si insedia il nuovo ministero formato dal
nuovo re. Nell’ambito della stessa assemblea Vittorio Emanuele
II legge il proclama ai popoli sardi nell’atto di assumere la
corona. A Genova viene armata la Guardia Nazionale e proclamato
i! governo provvisorio come espressione della volontà di resistenza
della città e come atto di sfiducia nei confronti del governo
sabaudo.
28
marzo
A Tonno Vittorio Emanuele II riceve la deputazione deliberata
dalta Camera per protestare contro l’armistizio e chiedere la
continuazione della guerra. Ii re rassicura i deputati che riprenderebbe
la guerra se ci fossero pronti 40.000 uomini. Il generale Ramorino
arriva da Borgomanero a Torino, condotto prigioniero alla Cittadella,
A mezzogiorno Radetzky rientra a Milano col proprio stato maggiore
e parte del le truppe.
29
marzo
Nell’aula del Senato Vittorio Emanuele presta giuramento allo
Statuto. Senatori e deputati giurano collettivamente. La Camera
è prorogata fino al 5 aprile con regio decreto letto durante l’assemblea stessa.
A Novara muore il generale Ettore Perrone di San Martino a seguito
delle ferite riportate durante la battaglia del 23 marzo. Ii Consiglio
Comunale di Alessandria si dimostra nei confronti del re e della
Camera dei deputati contrario alle condizioni dell’armistizio.
30
marzo
A Torino è pubblicato il regio decreto che chiude la sessione
e scioglie Ia Camera dei deputati. A Milano è ordinata dal governatore
militare la consegna entro il 1 aprile delle armi e munizioni
che ancora si trovano presso privati, sotto pena della fucilazione.
31
marzo
Sulla notizia della disfatta di Novara, l’Assemb lea francese
afferma che la politica di pace debba essere portata avanti dalla
Francia e lasciar libera azione al governo per le cose che riguardano
l’Italia.
1
aprile
Genova è in rivolta; i repubblicani occupano la Darsena e alla
sera le regie truppe trattano la resa della piazza e la propria
partenza.
2
aprile
A Torino sono pubblicate.le disposizioni del ministro della guerra
e marina contro i bassi ufficiali e soldati che disertarono in
occasione della guerra. A Genova viene firmata Ia capitolazione
delle truppe regie e tutti i feriti e le armi sono ceduti al governo
provvisorio. Il comitato di sicurezza pubblica scrive ad Alfonso
La Marmora invitandolo a non portarsi su Genova decisa a respingere
l’armistizio di Novara.
3
aprile
Si costituisce una commissione d’inchiesta che deve fare luce
sugli avvenimenti della guerra e indagare le ragioni della sconfitta
in modo da fornire utili elementi per una successiva opera di
riforma dell’esercito.
4
aprile
La Marmora con i bersaglieri occupa tre fortini esterni sopra
Genova.
5
aprile
Le forze del generale La Marmora attaccano Genova da vane patti
e cominciano ad entrarvi.
6
aprile
Genova, in trattativa con La Marmora, decide la resa dei forti
e della città, la restituzione di tutte le armi, tranne quelle
della guardia nazionale
10
aprile
Giacinto di Collegno e Luigi Cibrario partono da Torino per Marsiglia
per recarsi a Oporto ad esprimere a Carlo Alberto, in
esilio, i sentimenti del Senato Subalpino.
11
aprile
Il generate Alfonso La Marmora entra con le proprie truppe in
Genova e ne prende regolare possesso.
19
aprile
Carlo Alberto giunge a Oporto accolto solennemente dalle autorità
e dalla popolalazione. lvi resterà fino alla morte.
15
maggio
Vittorio Emanuele II, stanco dalle fatiche sostenute nei primi
due mesi di regno, affida provvisoriamente ii governo al fratello
Ferdinando, Duca di Genova.
22
maggio
Fucilazione del generale Gerolamo Ramorino a Torino, reo di disubbidienza
durante la campagna militare del mese di marzo. L’esecuzione avviene
sul campo di Matte alle sei antimeridiane. Prima della sentenza,
egli dichiara di confidare che la storia gli farà giustizia.
30 giugno
Tramite un decreto reale gli elettori del Regno di Sardegna vengono
convocati per il 15 luglio negli Stati della terraferma e per
il 22 nell’isola di Sardegna per eleggere i rispettivi deputati.
3 luglio
Vittorio Emanuele II, ripresa la direzione dello Stato, emana
un proclama per disporre il popolo alla calma e ai sacrifici e
per richiamare l’attenzione degli etettori sui pericoIi che correvano
la libertà e l’indipendenza dello Stato.
28 luglio
Carlo Alberto muore a Oporto poco dopo le ore 15.
30 luglio
Vittorio
Emanuele II inaugura con un vigoroso discorso Ia terza legislatura
del Parlamento subalpino.
31
Iuglio
La salma di Carlo Alberto, vestita del manto mauriziano con il
collare della Santissima Annunziata, viene esposta nella sala
di ricevimento della villa di Entra Quintas a Oporto.
6
agosto
Firma del trattato di pace fra Piemonte e Austria.
26
agosto
Cessa l’occupazione austriaca di Novara; in città rientrano le
truppe piemontesi.
20
novembre
La Camera viene sciolta per mancanza di accordo tra le patti politiche
sulla votazione del trattato di pace e vengono indette nuove
elezioni per it 9 dicembre. Vittorio Emanuele Ii, da Moncalieri,
emana un proclama con il quale sottolinea il dovere del voto
che deve essere secondo gli interessi del paese e contro coloro
che, paralizzando i lavori del Parlamento e l’azione del governo,
gettano discredito sulla nazione e sulle sue istituzioni costituzionali.
1850
9
gennaio
La Camera approva il trattato di pace. Con tale atto Si chiude
ta vicenda della prima guerra di Indipendenza.