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Novara, 23 marzo 2003
L’introduzione propone dei testi che orientano alla lettura e all’interpretazione dell’evento nel suo significato storico e politico. La cronologia, pur nella sua forma essenziale, riconduce la cronaca istantanea della battaglia allo scenario storico che l’ha generata. La presentazione de gli eserciti e delle forze in campo intende dare la misura stessa dell’evento, svelare la complessità delle forze collettive e delle masse in movimento di quel 23 marzo. La narrazione della Battaglia ora per ora e minuto per minuto è valorizzata da istantanei approfondimenti i quali permettono una lettura dell’evento, se non esaustiva, perlomeno adeguatamente approfondita. I protagonisti ritornano sulla scena con forza e immediatezza, i luoghi rivivono attraverso l’atlante e la cartografia e ciò consente al visitatore attento e appassionato una prima ricostruzione del paesaggio che ormai è andato perduto. Infine gli echi e gli approfondimenti guidano i più attenti e interessati utenti verso la ricerca e verso nuovi orizzonti interpretativi. Questo l’indice del lavoro e, come si suol dire, il menù di navigazione proposto. Ma il cantiere è aperto: il prodotto di rete impone infatti manutenzioni costanti, richiede integrazioni continue, esige poi revisioni e ristrutturazioni. Anche sotto il profilo della rappresentazione e della narrazione multimediale lo spazio resta aperto: non si è fatto ricorso in questa prima edizione all’uso dell’audio, del video, dell’animazione e alla costruzione di ambienti e scenari virtuali che, spero, potranno essere attivati in successive edizioni grazie al contributo dei promotori e dei visitatori. Per essere vivo davvero un prodotto di rete implica necessariamente quella partecipazione e collaborazione che sono il primo gradino dell’interattività. E tuttavia penso che, pur in presenza di queste lacune, questa Battaglia di Novara, anche così come si presenta in questa prima edizione, costituisca nel panorama della sitografia storica nazionale un modello significativo, per qualità, quantità, impianto e navigabilità, del trattamento multimediale degli eventi storici dell’epoca risorgimentale. Inoltre il metodo di archiviazione dei dati e il canone narrativo che la rete consente offrono, proprio attraverso questa esperienza, ragioni di riflessione sulle opportunità che i nuovi media mettono a disposizione di singoli autori, gruppi, associazioni e istituzioni. Proprio per questo il mezzo permette, forse, di rinnovare il canone narrativo della microstoria condannata da eccessi di erudizione e di rilanciare la storia locale ormai troppo polverosa. Su questo tema il dibattito in sede storiografica è aperto e la nostra Battaglia può offrire spunti alla discussione. L’iniziativa trova le sue radici nell’esperienza del sito lastoria.org frutto del Centro di ricerca per la promozione delle nuove tecnologie didattiche (CENTUM) dell’Università degli Studi di Milano da me diretto, ma sarebbe stata impossibile senza il prezioso contributo del Professor Claudio Recupito, storico preciso e puntiglioso nonché appassionato Amico del Parco della Battaglia, e il generoso impegno di Nicola Borissov, geniale master web del CENTUM che ha saputo rendere piacevole e agevole la lettura dell’evento senza tradire l’austerità scientifica e il rigore didattico del progetto culturale che caratterizza il prodotto storico di rete. Dedicando questo lavoro alla memoria di Fernanda Moro, poetessa novarese, credo di fare omaggio alla città della mia infanzia e della mia adolescenza, la vègia Nuara. Roberto Moro
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Il
Parco della Battaglia
la considerazione dell’importanza della battaglia del 23 marzo 1849, non solo come fatto d’armi, ma come momento di svolta del Risorgimento italiano, portô nel maggio 1989 alla costituzione di un Comitato per il Parco della Battaglia della Bicocca: un gruppo di persone, amanti della Storia e dell’Ambiente, riunito attorno a don Angelo Luigi Stoppa, uno dei massimi storici novaresi, scomparso nel 1998. Il Comitato propose di tutelare la zona dove si svolsero i combattimenti e gli edifici al centro degli stessi (le varie cascine e costruziom dell’epoca), estendendo l’attenzione anche alla campagna circostante: una delle aree più interessanti della pianura novarese per i suoi dossi e pendii argillosi di origine glaciale, per la flora, la fauna e la civiltà rurale. I pericoli per il territorio erano - e sono legati alla trascuratezza dei fatti e dci valori storici e ambientali, che ha favorito un’esagerata espansione edilizia, lo sfruttamento senza regole del terreno, la realizzazione senza criterio di una enorme discarica, ii progetto poco accorto del passaggio di una pur necessaria arteria stradale. La proposta fu di costituire un “parco”: senza recinzioni o particolari strutture, senza pretese di un impossibile ritomo al passato, ma tale da preservare, valorizzare e rendere fruibile un’area con un grande contenuto storico, paesaggistico, architettonico e naturalistico. Questa proposta fu raccolta dalla Regione Piemonte, che nel rnarzo del 1992 pose un vincolo di tutela storica e paesaggistica su un’area che va dal torrente Agogna, ad ovest, al canale Quintino Sella, ad est, e dalla Piazza d’Armi, a nord, agli estremi confini comunali, a sud. Una commissione costituita dal Comune di Novara ha definito successivamente le caratteristiche del parco e le opere da realizzarvi. A grandi linee si piio dire che esse comprendono: •
restauro dei principali edifici e monumenti storici;
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