Radetzky conte


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Feldmaresciafio austriaco (castello di Trebnice, in Boernia, 1766 - Milano 1858). Entrato diciottenne nella carriera militare, fece le prime esperienze contro i Turchi. Combatté nelle campagne d'Italia del 1796 e del 1797. Promosso colonnello, partecipò alla battaglia di Marengo, come aiutante di campo del maresciallo Melas, quindi salì presto agli alti gradi militari: nel 1808 era maggior generale e nel 1809 tenente feldmaresciallo, con l'incarico della riorganizzazione interna dell'esercito. Fece le campagne dal 1813 al 1815, in qualità di capo di Stato maggiore del principe Schwarzenberg, comandante in capo degli eserciti alleati, e dal 1816 al 1828 servi in Ungheria. Aveva deciso di ritirarsi dal servizio attivo, ottenendo, come generale di cavalleria, il comando della fortezza di Olmiátz (Olomouc), quando, scoppiata la rivoluzione dell'Italia centrale (febbraio 183 1) fu destinato al comando dell'esercito che l'Austria aveva concentrato in Lombardia. Nel 1836 fu promosso feldmaresciafio. Teneva il governo militare della Lombardia, quando scoppiò la rivoluzione delle Cinque Giornate di Milano e fu costretto ad abbandonare la capitale lombarda rifugiandosi entro Verona. Dichiarata da parte del Piemonte la guerra all'Austria, Radetzky rimase nel Quadrilatero e mentre l'esercito di Carlo Alberto assediava Peschiera, provvide a riorganizzare il suo esercito, per riprendere l'offensiva non appena gli fossero giunti i rinforzi. Batté l'esercito di Carlo Alberto a Custoza, obbligandolo alla ritirata su Milano e poi a rivalicare il Ticino. Radetzky entrò in Milano il 6 agosto e tre giorni dopo concluse l'armistizio detto di Salasco, per cui l'esercito piemontese dovette evacuare tutto il territorio lombardo. Ripresa la guerra il 20 marzo 1849, varcò il Ticino presso Pavia e il 23 marzo riportò una nuova vittoria a Novara. Nominato governatore generale del Lombardo-Veneto, Radetzky amministrò il paese con severità, sia nei riguardi degli esuli, sequestrando i beni ai più facoltosi, sia nel reprimere il moto insurrezionale del 6 febbraio 1853. Fu collocato a riposo il 28 febbraio 1857. Scrisse di argomenti militari.