Gli schieramenti dell' esercito austriaco antecedenti il 23 marzo

I movimenti piemontesi contribuiscono ad aumentare l’incertezza del Maresciallo Radetzky sulla nuova situazione. Il comandante del 2° Corpo d’Armata Maresciallo d’Aspre, dal canto suo, gli comunica che il nemico è in ritirata verso Vercelli benchè l’avanguardia dell’arciduca Alberto avesse segnalato la presenza di truppe piemontesi a sud di Novara.
In un primo tempo decide di concentrare il suo Grosso dell’esercito a nord di Mortara con centro Borgo Lavezzaro dove pone il Quartier Generale e di conseguenza nella giornata, su ordine delle ore 11, l’esercito austriaco effettua i seguenti movimenti completati verso sera:
Dalla zona di Mortara verso Vespolate-Nibbiola:
2° Corpo d’Armata con avanguardia a Garbagna;
da Mortara a Borgo Lavezzaro (tra Mortara e Vespolate) e da qui su Vespolate-Torre:
3° Corpo d’Armata;
da Gambolò a Cilavegna-Vignarello (Cassolnovo ovest);
1° Corpo d’Armata;
da San Giorgio a Mortara-Robbio:
4° Corpo d’Armata che insegue la Divisione di Riserva;
da Groppello (11 chilometri a ovest di Pavia) a Albonese - (Mortara nord):
Corpo d’Armata di Riserva;
da Trumello verso San Giorgio:
Divisione Provvisoria Franz Wimpffen guidata dal distaccamento del 3° ulani del 4° Corpo d’Armata già a Mede. Alle ore 16 la Divisione Provvisoria occupa Candia e l’intatto ponte di barche costruito sul fiume Sesia e presidiato da cinque soldati piemontesi;
a protezione dei ponti di Pavia:
Brigata Gustav Wimpffen del Corpo d’Armata con il compito di sorvegliare il fiume Po di fronte alla inattiva 5° Divisione piemontese del generale Fanti.

Appare chiaro il piano di Radetzky: puntare su Mortara ad occidente di Novara, possibilmente su Vercelli, per tagliare l’esercito piemontese dalle comunicazioni con Torino; incontrando il nemico dare battaglia, facendo massa sulla sinistra e sempre cercando di insinuarsi tra Novara e Vercelli.
Alle ore 20 del giorno 22 il Maresciallo Radetzky ordina il riposo notturno ed anche di tenersi pronti ad iniziare la marcia alle ore 9 del giorno dopo per muovere in alternativa o verso Vercelli oppure verso Novara. A tarda sera e nella notte l’esercito piemontese si concentra attorno a Novara e assume progressivamente lo schieramento definitivo della battaglia.