I movimenti
piemontesi contribuiscono ad aumentare l’incertezza del Maresciallo
Radetzky sulla nuova situazione. Il comandante del 2° Corpo d’Armata
Maresciallo d’Aspre, dal canto suo, gli comunica che il nemico
è in ritirata verso Vercelli benchè l’avanguardia
dell’arciduca Alberto avesse segnalato la presenza di truppe
piemontesi a sud di Novara.
In un primo tempo decide di concentrare il suo Grosso dell’esercito
a nord di Mortara con centro Borgo Lavezzaro dove pone il Quartier
Generale e di conseguenza nella giornata, su ordine delle ore 11,
l’esercito austriaco effettua i seguenti movimenti completati
verso sera:
Dalla zona di Mortara verso Vespolate-Nibbiola:
2° Corpo d’Armata con avanguardia a Garbagna;
da Mortara a Borgo Lavezzaro (tra Mortara e Vespolate) e da
qui su Vespolate-Torre:
3° Corpo d’Armata;
da Gambolò a Cilavegna-Vignarello (Cassolnovo ovest);
1° Corpo d’Armata;
da San Giorgio a Mortara-Robbio:
4° Corpo d’Armata che insegue la Divisione di Riserva;
da Groppello (11 chilometri a ovest di Pavia) a Albonese -
(Mortara nord):
Corpo d’Armata di Riserva;
da Trumello verso San Giorgio:
Divisione Provvisoria Franz Wimpffen guidata dal distaccamento del
3° ulani del 4° Corpo d’Armata già a Mede. Alle
ore 16 la Divisione Provvisoria occupa Candia e l’intatto ponte
di barche costruito sul fiume Sesia e presidiato da cinque soldati
piemontesi;
a
protezione dei ponti di Pavia:
Brigata Gustav Wimpffen del Corpo d’Armata con il compito di
sorvegliare il fiume Po di fronte alla inattiva 5° Divisione piemontese
del generale Fanti.
Appare chiaro il piano di Radetzky: puntare su Mortara ad occidente
di Novara, possibilmente su Vercelli, per tagliare l’esercito
piemontese dalle comunicazioni con Torino; incontrando il nemico dare
battaglia, facendo massa sulla sinistra e sempre cercando di insinuarsi
tra Novara e Vercelli.
Alle ore 20 del giorno 22 il Maresciallo Radetzky ordina il riposo
notturno ed anche di tenersi pronti ad iniziare la marcia alle ore
9 del giorno dopo per muovere in alternativa o verso Vercelli oppure
verso Novara. A tarda sera e nella notte l’esercito piemontese
si concentra attorno a Novara e assume progressivamente lo schieramento
definitivo della battaglia.